IL Teatro della Moda Scuola di moda Milano

Abito di Viola Floris

Liberamente ispirato a “la Sala delle Asse”, dipinto murario, 1498, Castello Sforzesco, Milano


Le emozioni che la Sala delle Asse del Castello Sforzesco ha suscitato in me sono analoghe a quelle che sento quando faccio il mio lavoro.
Come in un abito sartoriale, in quest’opera sono essenziali i dettagli: la luce, il colore, la tridimensionalità, la finezza.
Se dovessi immaginare cosa sentisse l’artista in quel momento, immagino un cuore aperto, un respiro intenso, una lavorazione indolore e decisa ma comunque sentimenti contrastanti: talvolta sorge un dubbio, un accenno di progetto (gli schizzi in carboncino), una voglia di provare a metter su carta (su muro) ciò che si sente.
Ma poi tutto torna chiaro. E viene fuori così. Le radici degli alberi di gelso, i tronchi portanti, le ramificazioni e infine il frutto: le more.
Gli intrecci di vimini che, studiando a fondo l’affresco, si trovano fra i rami aggrovigliati, possono rappresentare un richiamo all’artigianalità e possono essere un collegamento a sensazioni d’infanzia.
La mia infanzia, la mia famiglia, i ricordi del mio passato positivi e negativi, sono tutti elementi fondamentali nella realizzazione di ogni mio progetto.

Per la base del mio abito ho cercato un cotone ruvido, che al tatto ricordasse un muro grezzo, colorato con spugnature per ottenere un effetto invecchiato.
Le maniche in taffetà, verdi come fronde, arricchite da foglie in oro dipinte.
Gli intrecci di vimini sono punti luce, in passamaneria che richiama il loro colore e la loro funzione decorativa.
I rami in alcantara inseriti sulle bretelle della cintura mi hanno consentito di rafforzare la rappresentazione della mia idea di quest’opera di Leonardo, forte e caotica.
Per definire questo desiderio ho costruito delle more di gelso in tessuto e cuvettes rosse cucite a mano.

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