Abito di Marco Carnevali

Liberamente ispirato a “Uomo Vitruviano” , penna e inchiostro su carta, 1490 circa, Gallerie dell’Accademia, Venezia.


La creazione si ispira all’ “Uomo Vitruviano”: forse il disegno più famoso del mondo, realizzato nel 1490 circa a penna e inchiostro su carta; l’opera rappresenta le proporzioni ideali del corpo umano e cerca di dimostrare come esso possa essere armoniosamente inscritto nelle due figure “perfette” del cerchio, che rappresenta il Cielo e la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra.
L’abito non è solo la trasposizione degli elementi iconografici dell’opera di Leonardo, ma è anche frutto della mia analisi personale dalla quale scaturisce un messaggio intessuto nella sua creazione.
Se l’“Uomo Vitruviano” fornisce un canone di perfezione legato a proporzioni ben precise, allora nessuno è perfetto: tuttavia proprio nelle sue imperfezioni l’individuo esprime la sua unicità.

L’abito è realizzato con tessuti quasi impalpabili (organza di seta e tulle) per richiamare la natura spirituale dell’uomo; ha una struttura semplice ma è impreziosito da circa 300 applicazioni fra cerchi e quadrati di varie grandezze e sfumature di colore; queste rappresentano gli individui che con le loro diversità si arricchiscono a vicenda creando una perfetta armonia che rispecchia la relazione fra Cielo e Terra.
Il cuore dell’abito infine è il grande cerchio fissato al bustino, sul quale ho dipinto a mano la sintesi della sua riflessione: PERFETTO INSIEME DI IMPERFEZIONI.

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