Sant-Anna-Vergine-e-Bambino-01
IL Teatro della Moda Scuola di moda Milano

Abito di Caterina Ciceri, dipinto da Zoe Gallo

Liberamente ispirato a “Sant’Anna, la Vergine e il Bambino”, olio su tavola, 1510-1513, Museo del Louvre, Parigi.


“Tra la pittura e la scultura non trovo altra differenza, senonché lo scultore conduce le sue opere con maggior fatica di corpo che il pittore, ed il pittore conduce le opere sue con maggior fatica di mente.”
(Leonardo Da Vinci, Trattato della pittura)
In quest’opera è stato rappresentato il concetto della famiglia tramite la raffigurazione di tre generazioni: Sant’Anna, la Vergine e il Bambino.
Ciò che ho colto in quest’opera è il rapporto tra madre e figlia, simbolizzato dallo sguardo che Sant’Anna rivolge a Maria, la quale a sua volta guarda il proprio figlio con la medesima dolcissima espressione.

Da questo concetto è nato il progetto di realizzare due abiti: quello da donna è il vestito della madre ed è realizzato come se fosse la tela con lo schizzo del dipinto. Sulla spalla sinistra poggia una sorta di mantello che avvolge la figlia, la Vergine Maria, appoggiandosi sulle sue spalle; sull’abito della bambina sarà dipinta l’opera di Leonardo vera e propria: la figlia assurge così a capolavoro della madre.
L’opera è costruita con forma piramidale, la punta è la testa di Sant’Anna, la parte mediana e la base sono rappresentate rispettivamente da un corpino attillato e da un’ampia gonna.

I colori riprendono quelli dell’opera di Leonardo.

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