IL Teatro della Moda Scuola di moda Milano

Abito di Cristina Mainardi

Liberamente ispirato a “La vite aerea” , Manoscritto B, foglio 83 v., 1489, Manoscritti di Francia, Parigi, Institut de France.


Abito ispirato al progetto della Vite Aerea, macchina ideata da Leonardo da Vinci tra il 1486 e il 1490 durante il suo primo soggiorno milanese. La particolarità di questa macchina consisteva nell’ipotesi tecnico-scientifica su cui si basava, secondo Leonardo, la possibilità di volare.
Egli ipotizzò e formulò in anticipo di secoli l’efficacia trattiva dell’elica, ispirandosi alle forme della natura e dando corpo alle sue osservazioni sulle caratteristiche dell’aria. Immaginò la sua invenzione come una vite senza fine che avrebbe dovuto fendere l’aria risalendo dal basso verso l’alto.
In questa creazione il binomio antico-moderno si ritrova nell’essenzialità di un abito in stile contemporaneo realizzato con materiali grezzi allo stato naturale quali iuta, canapa e acciaio, per evocare un’epoca lontana, quella di Leonardo, in cui l’essere umano viveva con semplicità, maggiormente a contatto con la natura e in cui il tempo era scandito da ritmi di vita e strumenti completamente differenti da quelli che caratterizzano la frenesia e l’impersonalità dei nostri giorni.

Ad avvolgere le braccia, così come sulla parte posteriore, le spirali in acciaio rappresentano, per forma e materiale, il richiamo diretto all’opera leonardesca: su di esse grossi fili di canapa si attorcigliano e percorrono la forma “a vite”, per poi proseguire oltre e intrecciarsi nel tessuto che dà vita all’abito. I riferimenti agli scritti e al disegno di Leonardo sono riprodotti sul tessuto e sul metallo.
Il copricapo riproduce la forma della vite, progettata da Leonardo per poter realizzare il suo sogno e la sua ambizione più grandi: il volo umano.

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